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Donne, la violenza "costa" 17 miliardi l’anno. Sei milioni per la prevenzione

Le stime nella prima indagine sui costi economici e sociali realizzata da Intervita Onlus. Oltre 14 miliardi di euro i costi “umani e di sofferenza”, 2,3 miliardi quelli diretti e di mancata produttività. Chiesara: “Non è solo la donna coinvolta a scontare la violenza. A subire un danno è l’intera collettività”

21 novembre 2013

boxROMA - La violenza sulle donne costa all’intera società quasi 17 miliardi di euro l’anno, tra spese sanitarie e servizi e costi sociali, ma lo Stato investe soltanto 6,3 milioni per prevenirla. È quanto rivela la prima indagine nazionalesui costi economici e sociali della violenza sulle donne realizzata da Intervita Onlus dal titolo “Quanto costa il silenzio?”, realizzata col patrocinio del Dipartimento per le Pari Opportunità e presentata oggi a Roma. Costi che equivalgono, spiega la ricerca, ad una strage in cui perdono la vita 11 mila persone o il triplo degli incidenti stradali che avvengono in un anno in Italia. L’indagine è stata realizzata da una equipe di ricercatrici e prende il via dall’unica ricerca sul fenomeno realizzata dall’Istat nel 2006. Una ricerca validata da un Comitato scientifico presieduto da Anna Maria Fellegara, vicepresidente di Intervita e preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza e composto un team di esperti.

Il dettaglio dei costi. A pesare maggiormente sono soprattutto i costi “umani e di sofferenza” che ammontano a 14,3 miliardi di euro. Una stima, spiegano i ricercatori, che quantifica accanto ai danni fisici, anche quelli morali e psicologici e calcolata utilizzando il sistema di valutazione del risarcimento danni per incidentalità stradale. Quelli relativi alla sanità, ai servizi, ma anche alla mancata produttività, invece, sono pari a 2,3 miliardi di euro. Costi che comprendono le spese sanitarie (dal pronto soccorso, all’ospedalizzazione, alle cure specialistiche, per un complesso di 460,4 milioni di euro), le cure psicologiche (158,7 milioni di euro), e l’acquisto di farmaci (44,5 milioni di euro).  Ai quali si sommano i costi relativiall’impegno delle Forze dell’Ordine, dalle denunce alle investigazioni fino alla trasmissione dei casi all’Autorità Giudiziaria, (235,7 milioni di euro); quelli sostenuti dall’Ordinamento Giudiziario per la gestione delle denunce di violenza sulle donne (421,3 milioni di euro) e il costo per le spese legali (289,9 milioni di euro).  Senza dimenticare l’assistenza delle vittime e dei familiari come i servizi sociali (154,6 milioni di Euro) e dei centri antiviolenza (7,8 milioni di Euro).  La mancata produttività, invece,è stata stimata in 604,1 milioni di Euro.

L’importanza di una strategia di contrasto. Quantificare la dimensione economica del fenomeno, spiegano i ricercatori, “significa offrire strumenti alla politica per aumentare la gamma e l’efficacia delle azioni da mettere in campo, stimolare una rilettura nelle priorità di spesa e di investimento pubblico e comprendere meglio le conseguenze della violenza sulla vita delle donne”. Uno studio che secondo Marco Chiesara, presidente Intervita Onlus “aumenta la consapevolezza di quanto la violenza sulle donne resti sommersa e di quanto spaventose siano le ricadute economiche e sociali sul nostro Paese. Emerge con forza che non è solo la donna direttamente coinvolta a scontare la violenza. Per affrontare il problema è necessario considerare che a subire un danno economico e sociale è l’intera collettività: la famiglia, le imprese, lo Stato, Gli Istituti di Previdenza, noi tutti”. Per questo, spiega Chiesara, è necessaria “una strategia politica efficace in grado di affiancare gli investimenti per le attività di prevenzione e contrasto della violenza”. (ga)

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